Tra contraddizione e progresso: la Siena di Ambrogio Lorenzetti

2018-03-17T15:39:50+00:00

Per la conoscenza di ogni artista è importante poterlo collocare in uno spazio e in un tempo ben precisi: per un artista come Ambrogio Lorenzetti si potrebbe dire che è addirittura essenziale dato che la sua produzione artistica è assolutamente connessa con la Siena di metà Trecento.

In occasione della mostra Ambrogio Lorenzetti, allestita presso il polo museale di Santa Maria della Scala dal 21 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018, scopri la storia della città in cui nacque e operò l’artista.

Gli anni di Ambrogio

Gli anni di Ambrogio, probabilmente morto durante l’epidemia del 1348, sono quelli in cui la città di Siena assume la sua forma (intesa come bellezza), precocemente tutelata dalle norme comunali e che ancora oggi è possibile ammirare passeggiando per il centro storico.

I processi di costruzione e organizzazione dello spazio urbano sono scanditi da momenti fondamentali: il 1297 con l’inizio dei lavori di costruzione del Palazzo Comunale, il 1323-1324 in cui Siena ampliò la propria estensione con la costruzione di una nuova cinta muraria che inglobava il nuovo quartiere denominato Borgo nuovo di Santa Maria e rendeva il Campo (l’odierna piazza del Campo) e il Palazzo Pubblico il nuovo baricentro dello spazio urbano.

Siena e le sue contraddizioni

Così Siena si trovava nei primi decenni del Trecento ad essere un cantiere in continua evoluzione e ampliamento; la vita sociale e politica della città però manifestava già quelle contraddizioni che si sarebbero manifestate di lì a breve con la grave crisi finanziaria internazionale che avrebbe colpito molte delle società finanziarie senesi.

Nel corso del XIII secolo infatti Siena era stata “forse il principale centro bancario d’Europa”, prestando e impiegando il denaro di varie autorità, tra cui la Curia papale e sovrani europei.
All’inizio del Trecento molte società, a quei tempi note come “compagnie”, chiusero gli affari in varie piazze internazionali. La prima a cedere fu la Gran Tavola dei Bonsignori, che venne dichiarata fallita dal Comune nel 1309: questa chiusura fece partire un effetto domino, portando ad ulteriori crisi e fallimenti destinati ad avere il loro punto massimo nel 1338, in concomitanza con lo scoppio della Guerra dei Cent’anni.

La deinternazionalizzazione delle banche non cambiò comunque il sistema senese, che continuò ad essere quello di una città-banca, ora a livello prevalentemente locale.

Ambrogio e il Governo dei Nove

A partire dagli anni dieci del Trecento si era manifestato con numerose rivolte il malcontento verso il governo dei Nove (il ceto medio mercantile di orientamento filopapale che resse la città tra 1297 e 1355). I membri del governo dei Nove mantennero a lungo il loro potere, andando ad assecondare e stringendo alleanze e legami di parentela o clientelari con i ceti dei magnati-banchieri e mediando con il vasto mondo degli artigiani.

Ad Ambrogio Lorenzetti fu affidato il compito di esplicitare i principi della politica dei Nove, con la decorazione della sala del Palazzo Pubblico in cui i Nove stessi si riunivano e dove fu realizzata la compiuta celebrazione del “Ben Comune”.