Gli artisti senesi del 1300 che devi assolutamente conoscere

2018-01-16T09:26:46+00:00

 

Siena è famosa, tra le tante cose, per essere stata la città ad aver dato i natali ad artisti che tra il Duecento e Trecento hanno segnato la storia artistica della città.

Tra questi uno dei più celebri è Ambrogio Lorenzetti. Il pittore è protagonista della Mostra Ambrogio Lorenzetti, allestita presso Santa Maria della Scala, a Siena, dal 22 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018.

La scuola artistica senese del XIV secolo

Il lavoro di Lorenzetti si inserisce all’interno di un contesto molto fiorente e creativo, risultato del lungo periodo di pace che il Governo dei Nove riuscì a garantire fino alla metà del Trecento alla città di Siena.

Inoltre, i lavori di pittori fiorentini quali Cimabue e di Giotto influenzarono lo stile dei maestri senesi del periodo, che riadattarono il gusto tradizionale dell’arte senese con il linguaggio fiorentino, dalle soluzioni compositive e volumetriche più innovative e moderne.

Ma chi furono gli altri artisti che resero la città di Siena uno dei poli dell’arte del XIV secolo?

Duccio di Buoninsegna

Duccio è considerato il primo maestro della scuola senese. Egli attinse inizialmente all’opera di Cimabue e al gotico francese, rivisitando lo stile tradizionale di Siena, ancora fortemente influenzato dagli schemi bizantini.

Nelle opere più mature, tra le quali la Maestà del Duomo di Siena, si avvicinò al linguaggio giottesco, adottando linee più morbide.

Simone Martini

Probabile allievo di Duccio, Martini è tra gli artisti che hanno contribuito a portare l’arte senese ai suoi massimi livelli. Nelle sue opere la tradizione giottesca si integra con particolari ispirati all’arte orafa, come i dettagli in oro decorati con la tecnica della punzonatura.

Dopo aver lavorato ad Assisi, Firenze e Napoli, Simone ritorna a Siena dove gli viene commissionata un’opera importante: la Maestà del Palazzo Pubblico, tuttora visibile nell’omonimo palazzo, e probabilmente un omaggio alla Maestà di Duccio.

Pietro Lorenzetti

Insieme al fratello Ambrogio, si forma anche lui nella bottega di Duccio. Tuttavia, a differenza del Buoninsegna e del fratello che rimane per lo più legato alla tradizione senese, si avvicina maggiormente alle soluzioni prospettiche giottesche di cui viene a conoscenza durante il periodo di lavoro presso la Basilica di San Francesco d’Assisi, svolto insieme a Martini.

A Siena realizza la Pala del Carmine e, insieme al fratello Ambrogio, gli affreschi della facciata dell’ospedale di Santa Maria della Scala, purtroppo andati perduti. Nei suoi ultimi lavori si intravede invece un avvicinamento allo stile di Ambrogio, soprattutto nell’attenzione nei confronti degli effetti della luce e i dettagli naturalistici.

Ambrogio Lorenzetti

Anche Ambrogio, come il fratello, dopo essere stato a bottega da Duccio emigrò fuori Siena. Nel suo caso, egli lavorò diversi anni a Firenze, dove apprese l’arte dei pittori fiorentini e, in particolare, si rapportò con il naturalismo giottesco.

Tornato a Siena, Lorenzetti si distinse soprattutto per i suoi affreschi: il Ciclo del Buon Governo e quello presente nel chiostro del convento di San Francesco.

Proprio ad Ambrogio Lorenzetti è dedicata la mostra che verrà inaugurerà il 22 ottobre 2017 e si potrà visitare fino al 21 gennaio 2018 presso il museo di Santa Maria della Scala in piazza Duomo a Siena.